Non si ruba a casa dei ladri

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“Difficillimum esse furari apud furem.”
È difficilissimo rubare in casa di un ladro.
(Proverbio latino)

Il proverbio racchiude una lezione semplice ma tagliente: non cercare di ingannare chi dell’inganno ha fatto un’arte: chi vive di inganni, sa riconoscerli meglio di chiunque altro.

Provare a truffare un truffatore è come sfidare un baro sul suo stesso tavolo: non solo è inutile, ma spesso pericoloso. Non solo ha già visto il trucco, ma probabilmente lo ha già usato meglio di te.
Chi vive di furbizia ha occhi allenati, memoria lunga e un arsenale di trucchi già collaudati.

È un ammonimento che vale ancora oggi:

  • In politica, dove vince chi manipola meglio.
  • In azienda, dove i giochi di potere premiano l’esperienza più che l’onestà.
  • Nelle relazioni, dove i più scaltri fiutano il doppio gioco prima ancora che inizi.

Questo rende il proverbio un monito di strategia: non sfidare un avversario sul suo terreno, con le sue regole e i suoi strumenti.
Sarebbe come scendere in campo con scarpe di cartone contro chi gioca in casa con l’arbitro dalla sua parte.

Come dicono in inglese:

“Don’t teach your grandma to suck eggs”
(“Non insegnare alla nonna a sorbire le uova”; non insegnare a chi ne sa più di te)

“You can’t kid a kidder”
(Non puoi prendere in giro un maestro dell’inganno)

In definitiva, il proverbio è una lezione di umiltà e di strategia: non basta saper barare — bisogna sapere con chi.

E, a volte, la mossa più intelligente è non giocare affatto.

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