Questo post è una sfida — contro il sottoscritto! – 2

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Pare che molti di voi si divertano con gli insulti esotici!

Una piccola nota: gli insulti non sono necessariamente composti da una sola parola (…anche se, va detto, una parola ben piazzata colpisce più duro di un montante).

Alcuni dei più raffinati affondi della storia sono frasi intere, eleganti nella loro crudeltà.

Allarghiamo dunque la sfida con alcune perle che vi invito a provare a superare.
E ancora una volta, pesco a piene mani dalle opere del Grande Bardo:

“Il tuo volto non merita nemmeno di scottarsi al sole.”
(Enrico V, Atto V, Scena 2)
Un modo spietato per dire che la faccia di qualcuno è uno spreco di luce solare.

“Desidero ardentemente che potessimo essere estranei ancor più di quanto già siamo.”
(Come vi piace, Atto III, Scena 2)
In parole povere: «Per favore, dimentica che esisto.»

“Sei grasso come il burro.”
(Enrico IV, Parte I, Atto II, Scena 4)
Falstaff incassa il colpo — più che body shaming, puro dileggio.

“Ulteriori tue parole infetterebbero il mio cervello.”
(I due nobili congiunti, Atto II, Scena 1)
La frase perfetta per chi non si riesce proprio a sopportare quando parla.

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