“I videogiochi sono una presenza onnipresente nella vita della quasi totalità di bambini e adolescenti […].
La grande maggioranza delle ricerche psicologiche sugli effetti del “gaming” si è concentrata sul suo impatto negativo: i potenziali rischi legati alla violenza, alla dipendenza e alla depressione.
Riconosciamo il valore di tali studi; tuttavia, sosteniamo che sia necessaria una prospettiva più equilibrata, che consideri non solo i possibili effetti negativi, ma anche i benefici del giocare ai videogiochi.
Considerare questi potenziali benefici è importante anche perché la natura di tali giochi è cambiata radicalmente nell’ultimo decennio, diventando sempre più complessi, diversificati, realistici e sociali.
[…]
Una piccola ma significativa mole di ricerche ha iniziato ad emergere, soprattutto negli ultimi cinque anni, documentando tali benefici.
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Integrando contributi della psicologia dello sviluppo, della psicologia positiva, della psicologia sociale e della psicologia dei media, proponiamo alcuni possibili meccanismi attraverso i quali il gioco dei videogiochi potrebbe favorire benefici psicosociali nel mondo reale.”
“I videogiochi sono socialmente interattivi in un modo mai visto prima.
Sempre più spesso i giocatori giocano online con amici, familiari e perfetti sconosciuti, attraversando enormi distanze geografiche e rendendo sfumati non solo i confini culturali, ma anche le differenze di età e generazione, le differenze socioeconomiche e le barriere linguistiche.
La grande quantità di tempo investita nel giocare ai videogiochi può inoltre significare che essi offrano esperienze qualitativamente diverse rispetto ai giochi tradizionali.
Sebbene possiamo ricordare interi fine settimana trascorsi a giocare a Monopoly con fratelli e vicini, pochi giochi tradizionali possono vantare le settimane e i mesi di gioco che molti videogiochi richiedono.
Queste differenze di spazio e di tempo probabilmente offrono benefici e rischi del tutto nuovi, che devono ancora essere concettualizzati.
[…]”
Isabela Granic, Adam Lobel e Rutger C. M. E. Engels
The Benefits of Playing Video Games
Radboud University Nijmegen
in:
American Psychologist
Vol. 69, n. 1, 66–78
Numero di gennaio 2014
NOTA
Non approvo o disapprovo le conclusioni dell’articolo; come sempre, propongo spunti di riflessione.
(Roberto Grippi)