Etc. = Etm ?

In tempi recenti, tra social network e chat, è spuntata una curiosa sigla pseudo-latina: “etm”, usata in contesti dove normalmente comparirebbe “etc.”. Secondo alcuni significherebbe “et merda”, cioè “e merda”, messa in coda a un elenco per dare lo stesso colore che in inglese ha il più diretto “and shit”, il quale funge da “et … Leggi tutto

Un caso clinico: la potamofagia diffusa

“Potamofagia diffusa” è un termine ironico pseudo-scientifico impiegato per tradurre in italiano il sostantivo siciliano “manciaciumi”, comunemente noto, in ambienti non accademici, come “prurito”. Ci troviamo di fronte a un pregevole esempio di latinismo maccheronico, o più propriamente di pseudo-scientificità goliardica, tipica della cultura linguistica siciliana, una cultura nella quale l’erudizione non serve a impressionare, … Leggi tutto

Le donne possiedono un talento sociale notevole!

(Riferimenti a persone realmente esistenti sono, come sempre, puramente voluti.) Le donne possiedono un talento sociale notevole: sanno tacere su ciò che conta davvero e, allo stesso tempo, commentare con brio ciò che non conta affatto.Non è incoerenza. È economia dell’informazione. Quando la posta in gioco è seria – affetti, lavoro, dignità altrui – emerge … Leggi tutto

“Accattari un picciriddu”

In siciliano si dice “accattari un picciriddu”: letteralmente, “comprare un bambino”. Un’espressione che, a orecchie moderne, fa sorridere o disorienta.Eppure, dietro quelle parole apparentemente improprie, si nasconde una storia linguistica precisa e un modo antico di guardare alla nascita. Il verbo “accattari” non nasce con il significato di comprare.Nella lingua antica e nel parlato popolare … Leggi tutto

Come gli italiani scelgono un ristorante senza controllare le recensioni

(Ispirato da un post di “Heritance Italy”) Se vi siete mai chiesti come gli italiani riescano con sorprendente costanza a trovare del buon cibo, la risposta è disarmante nella sua semplicità: quasi mai controlliamo le recensioni. Non perché diffidiamo della tecnologia, ma perché ci fidiamo di qualcosa di più antico, più affilato e infinitamente più … Leggi tutto

Perché gli italiani arrivano sempre in ritardo? (Dovrebbe essere: Perché ERRONEAMENTE si crede che gli italiani arrivino sempre in ritardo?)

Gli italiani non sono sempre in ritardo, ma lo stereotipo persiste perché contiene un granello di verità culturale — minuscolo, grande quanto un chicco di caffè, ma sufficiente a nutrire un intero mito internazionale. Non si tratta davvero di puntualità in senso stretto. Si tratta di un diverso rapporto con il tempo, che si pone … Leggi tutto

In Sicilia, quando facciamo qualcosa, la facciamo in grande o niente

“In Sicilia, quando facciamo qualcosa, la facciamo in grande o niente.
Ecco perché spesso non facciamo niente.”
(Pino Caruso)

Questa battuta è autoironia e contemporaneamente una verità profonda: in Sicilia (e non solo) esiste una naturale avversione per la mediocrità.

La precisione all’italiana — e, per di più, siciliana — è una forma d’arte

“Ci vediamo tra le 3 e le 5. Mi raccomando, puntuale!”
(Renzino Barbera)

La precisione all’italiana — e, per di più, siciliana — è una forma d’arte.
Altro che Einstein: noi abbiamo piegato lo spazio-tempo molto prima della relatività.

Càlati juncu ca passa la china

Oggi un caro amico si è trovato davanti a un muro: una persona che ragionava con il classico “Dopo di me il diluvio!”, senza alcuna apertura a un dialogo costruttivo.

Gli ho suggerito di non cedere alla tentazione di un confronto pubblico, che avrebbe prodotto solo amarezza e nessun risultato concreto.

SOS: Slower, Older, and Smarter

Tradotto: Lentamente, Più anziani, Più saggi.

Andare più lentamente non è un ritardo: è progettazione.
Essere più anziani non è un declino: è prospettiva.
Essere più saggi non è furbizia: è prudenza.

“Lu tempu e la spirienza fannu nasciri la prudenza” — il tempo e l’esperienza fanno nascere la prudenza, dice un proverbio siciliano.

Sono italiano

Porto il cuore in vista, dove il sole può scaldarlo e il vento può ferirlo.
Nel petto, un fuoco che non si piega né all’acqua né alle catene.
Sulle labbra, parole che corrono avanti senza che paura possa fermarle.

Il silenzio non è mai stato il mio rifugio — ho sempre cercato il confine dove le voci si alzano e le verità si scontrano.

Si la superbia fussi ‘nfirmitati nni murissiru cchiù di la mitati

«Se la superbia fosse una malattia, più della metà di noi sarebbe già morta.»

Questo proverbio siciliano trasforma l’arroganza in un’epidemia mortale.
Non parla della dignità sana, ma della superbia gonfia che rifiuta di ascoltare, nasconde gli errori e acceca il giudizio.

Cu si senti comudu, è sempri vistutu bonu

Chi si sente a proprio agio è sempre ben vestito.
(proverbio siciliano)

Lo stile non è un’etichetta. È una sensazione.

Dimentica le passerelle: la vera eleganza si trova in ciò che veste non solo il corpo, ma anche la vita.
Un abito può portare un nome famoso, ma se stringe, tira o ti fa dubitare di te stesso allo specchio, non è stile: è teatro.

Megghiu ca mi staiu muta, vá!

La donna siciliana, quando è davvero arrabbiata, non concede tregua.
Parla — anzi, urla — per ore, come un fiume in piena che travolge ogni ostacolo.

Non è solo rabbia: è una strategia.
Ogni parola, ogni ripetizione, ogni esempio è una pietra posata per costruire un messaggio che resti nella mente di chi ascolta.