
Porto il cuore in vista, dove il sole può scaldarlo e il vento può ferirlo.
Nel petto, un fuoco che non si piega né all’acqua né alle catene.
Sulle labbra, parole che corrono avanti senza che paura possa fermarle.
Il silenzio non è mai stato il mio rifugio — ho sempre cercato il confine dove le voci si alzano e le verità si scontrano.
In Sicilia diciamo:
Cu’ si fa pecura, u lupu su mancia — chi si fa pecora, il lupo se lo mangia.
Così scelgo la fiamma alla gabbia, bruciarmi nel mio fuoco piuttosto che essere inghiottito dalla quiete della volontà altrui.