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“Dove l’ignoranza è beatitudine,
è follia essere saggi.”
Il celebre verso del 1742 di Thomas Gray, tratto da “Ode on a distant prospect of Eton College”, può essere riformulato in termini moderni come:
“Ciò che non so non può farmi male.”
Questa idea è comparsa in diverse varianti nel corso della storia, spesso come giustificazione per voltare lo sguardo di fronte a verità scomode o spiacevoli.
Se da un lato suggerisce che l’ignoranza possa essere una forma di protezione, dall’altro solleva una domanda fondamentale:
Evitare la conoscenza ci protegge davvero dal danno, oppure ne ritarda soltanto le conseguenze inevitabili?