Credo di essere semplicemente un uomo qualunque

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Antonio Gramsci fu un intellettuale perseguitato dal Fascismo negli anni Trenta in Italia.
Morì prigioniero nel 1937, in una clinica di Roma.

È considerato uno dei più importanti pensatori italiani del XX secolo.

La sua opera moralmente più significativa sono i Quaderni del carcere, che scrisse mentre era detenuto e lentamente moriva.

“Perché ti ho scritto tutto questo?
Per convincerti che mi sono trovato, altre volte, in condizioni terribili, senza per questo disperare.
Tutta questa vita ha fortificato il mio carattere.

Mi sono convinto che, anche quando tutto è o sembra perduto, bisogna rimettersi tranquillamente al lavoro, ricominciando dall’inizio.
Mi sono convinto che bisogna sempre contare solo su se stessi e sulle proprie forze; non aspettarsi nulla da nessuno, per non restare delusi.
Che si deve fare soltanto ciò che si sa e si può fare, e seguire la propria strada.

La mia posizione morale è molto buona.
Non voglio essere un martire né un eroe.
Credo di essere semplicemente un uomo qualunque, che ha profonde convinzioni e non le baratta per nulla al mondo.”

(Antonio Gramsci, da Lettere dal carcere)

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