
Sono italiano con radici tedesche …
… e vivo in Sicilia — che è, di per sé, un altro mondo culturale a sé stante.
Nel corso degli anni ho cercato di raccontare l’Italia, e in particolare la Sicilia, ad amici provenienti da ogni parte del mondo.
Spesso lo faccio con i miei post, in cui la vita quotidiana si intreccia con le tradizioni siciliane e con quelle piccole, inconfondibili stranezze italiane.
Di recente mi sono imbattuto in un post su FB che, in poche righe, ha saputo cogliere una verità poco raccontata sull’Italia — e ho pensato che valesse la pena condividerlo con voi.
[post originale in francese]
Vivere in Italia significa imparare a respirare in modo diverso; non perché la vita qui sia facile, ma perché, anche in mezzo al caos, c’è sempre un respiro che ti fa restare.
Ricordo il giorno in cui provai a cambiare medico.
Sembra abbastanza semplice, vero?
Un problema tecnico sul sito del servizio sanitario locale mi costrinse ad andare di persona all’ufficio. Lì mi dissero: «Non qui».
Poi mi mandarono altrove. E poi ancora altrove.
Tre appuntamenti, due moduli diversi, uno sportello chiuso. Ero pronto a rinunciare.
E poi, al terzo ufficio, la signora mi guardò. Capì che ero al limite della sopportazione.
«Aspetti un attimo» — disse.
Prese la mia pratica, fece due telefonate, fotocopiò tutto per me. «Fatto».
Mi regalò un sorriso autentico, e in quell’istante pensai: va bene.
Resto in Italia.
Naturalmente, non è sempre così.
Ci sono servizi efficienti, procedure fluide e persone molto competenti.
Ma più spesso ti imbatti in regole che non hanno alcun senso… e in soluzioni umane, ingegnose, inaspettate.
Questo è il vero fascino dell’Italia: non un sistema perfetto, ma la capacità di trovare una via d’uscita dove altrove ci sarebbe solo un muro.
E poi ci sono le piccole cose:
- Il postino che ti saluta per nome.
- Il barista che ti serve il caffè senza chiedere.
- I vicini che ti portano i pomodori del loro orto.
- Le persone che si fermano a parlare — e continuano a parlare.
Qui, tutto richiede tempo; ma quel tempo è pieno — pieno di volti, di voci, di gesti semplici.
Ecco perché vivo qui: non perché sia più facile, ma perché è più umano.