Il “dovere della memoria”

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Oggi desidero ricordare Randy Ritt a tutti coloro che lo conobbero.

Il mio post riguarda il dovere della memoria, quell’azione che trasforma la Cultura Umana in uno spazio di ricordo e di crescita.

In senso ampio, il dovere della memoria si compie ogni volta che una persona legge ciò che un’altra ha scritto, ogni volta che ammiriamo un dipinto, o ogni volta che costruiamo sulle fondamenta create da chi ci ha preceduto.

Pochi lasciano un’eredità culturale capace di attraversare i secoli. Per tutti gli altri, la responsabilità della memoria ricade sulla famiglia, sugli amici e su coloro che li hanno conosciuti.

Come scrisse Cicerone:
“Vita enim mortuorum in memoria est posita vivorum.”
(“La vita dei morti è riposta nella memoria dei vivi.”)

(Cicerone, Philippicae, 44-43 a.C.)

Nelle Philippicae, Cicerone prosegue dicendo:

“La vita dei morti, infatti, è nella memoria dei vivi.
Assicuratevi che colui che avete inconsapevolmente condannato alla morte riceva da voi l’immortalità.
Sia eretta per lui una statua sul rostra per vostro decreto: nessuna futura dimenticanza potrà oscurare la sua missione di ambasciatore.”

Cicerone si rivolgeva ai politici, ricordando al Senato che, pur potendo porre fine alla vita di una persona
(Servio Sulpicio Rufo, amico di Cicerone),
non potevano cancellarne la memoria, e le sue idee sarebbero sopravvissute.

Questa verità riguarda tutti noi, ogni giorno.

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