Il pelo sullo stomaco

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A quanto pare, il tema ha colpito di nuovo nel segno.

Un altro lettore ha risposto con una battuta che vale la pena riportare:
“E se hai anche il pelo sullo stomaco?”

Una frase ironica, certo — ma tutt’altro che superficiale.

Perché nella leadership, oltre alla pelle spessa e alla memoria lunga, serve anche una certa durezza interiore.
Non si tratta di diventare insensibili, ma di saper reggere la pressione, affrontare scelte difficili, e sopportare anche l’impopolarità, quando è necessaria.

Il “pelo sullo stomaco” non è freddezza né arroganza. È la capacità di decidere senza farsi bloccare dal bisogno di piacere a tutti. È quel distacco sano che permette di agire con lucidità, anche quando le emozioni si fanno ingombranti.

In fondo, tra pelle d’elefante, memoria d’elefante e stomaco ben corazzato… forse stiamo descrivendo l’anatomia minima di un buon leader.

Ironia inclusa — perché anche quella, a certi livelli, diventa uno strumento di sopravvivenza.

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