«Un altro tetto, un’altra prova.»
(Paul Erdős)
Paul Erdős (1913–1996) è stato un celebre matematico ungherese, riconosciuto come uno dei più prolifici contributori alla matematica e alle congetture matematiche del XX secolo.
Era noto non solo per l’enorme numero di collaboratori con cui ha lavorato—oltre 500 in totale—ma anche per il suo stile di vita non convenzionale e nomade.
Conduceva un’esistenza itinerante, viaggiando costantemente con l’unico obiettivo di co-firmare articoli matematici con altri colleghi.
Riassumeva spesso questo stile di vita con la sua celebre frase: «un altro tetto, un’altra prova», a indicare come ogni incontro generasse una nuova idea matematica.
Erdős mi ha ispirato a scrivere i seguenti versi:
Un altro tetto, un’altra prova,
di mani che costruiscono sotto la verità.
Ogni salita una sfida, ogni chiodo un segno,
di battaglie combattute sulla linea delle travi.
Le tempeste possono ululare, le travi possono piegarsi,
ma noi ci rialziamo, ricominciamo, trascendiamo.
Con ogni tegola posata lassù,
sigilliamo i dubbi, cuciamo con amore.
Nessun proclama più forte, nessun bisogno di vantarsi—
il lavoro che facciamo parlerà al posto nostro.
Per ogni tetto che ha segnato il nostro cammino,
c’è la prova che siamo rimasti in piedi, che non ci siamo nascosti.
(Roberto Grippi)