Abracadabra

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Hai mai riflettuto sul significato di “Abracadabra”?

Probabilmente hai incontrato questa parola da bambino.
È universalmente nota, ma pochi sanno che deriva dall’aramaico:
Avrah KaDabra,
che significa “Creo ciò che dico.”

Un’espressione che racchiude un’idea potentissima: le parole plasmano la realtà.
Pensiero e linguaggio sono intimamente connessi; senza pensiero, non esiste pensiero critico.
Da qui nasce l’importanza di un vocabolario ricco.

Ora, rifletti sul progressivo impoverimento del vocabolario tra i giovani di oggi.
Cinquant’anni fa, uno studente delle scuole superiori utilizzava effettivamente mediamente 1.600 parole; oggi siamo scesi attorno a 500.

Dovremmo preoccuparci?

Pensa alle Sirene dell’Odissea: perché erano così pericolose?
Perché con il loro canto sapevano ingannare la mente del navigatore, allontanandolo dalla ragione.
La loro forza stava nella capacità di comunicare in modo seducente e persuasivo.

Quando leggo certi giornali o libri moderni, spesso mi sento scoraggiato.
Sono scritti come se il lettore fosse un bambino, come se il pubblico non fosse in grado di comprendere nulla di più complesso.

Questa semplificazione estrema è un errore.
I giovani di oggi hanno bisogno di un vocabolario più ampio per potersi esprimere, per pensare in modo critico e per contestare le idee con lucidità.

E non riguarda solo i ragazzi:
anche gli adulti trarrebbero grande beneficio da un linguaggio più ricco e variegato!

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